La guerra in Medio Oriente e l’impennata dei prezzi di petrolio e gas hanno dato una nuova dimensione al dibattito sui prezzi dell’energia che era stato programmato per il Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. Ieri la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha presentato davanti al Parlamento europeo le sue idee. La strategia di abbandono dei combustibili fossili rimane fondamentale. “Dall’inizio del conflitto, i prezzi del gas sono aumentati del 50 per cento e quelli del petrolio del 27 per cento. Traducendo questo dato in euro, 10 giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei altri 3 miliardi di euro in importazioni di combustibili fossili. Questo è il prezzo della nostra dipendenza”, ha detto von der Leyen.
Le opzioni di von der Leyen per ridurre i prezzi dell’energia - Davanti al Parlamento, la presidente della Commissione ha riconosciuto che occorre “intervenire subito” per allentare le pressioni su famiglie e imprese. L’attuale sistema di formazione del prezzo dell’energia non sarà toccato, ma “è fondamentale ridurre l’impatto sui costi quando il gas determina il prezzo dell’elettricità. Stiamo preparando diverse opzioni: un migliore utilizzo degli accordi di acquisto di energia e dei contratti per differenza, misure di aiuti di Stato, e valutare di sovvenzionare o mettere il tetto massimo al prezzo del gas”, ha detto von der Leyen. La presidente della Commissione ha suggerito agli Stati membri di ridurre le tasse sull’elettricità. Von der Leyen, per contro, ha escluso di sospendere il sistema di scambio di emissioni ETS, come chiesto dall’Italia.
Von der Leyen rigetta la proposta di Putin di comprare idrocarburi russi – La presidente della Commissione ieri ha rigettato l’offerta di Vladimir Putin di riprendere gli acquisti di petrolio e gas della Russia. Il presidente russo aveva posto due condizioni: cooperazione (cioè contratti) di lungo periodo, senza considerazioni di carattere politico (cioè l’Ucraina). Nell’attuale crisi, alcuni sostengono che dovremmo abbandonare la nostra strategia a lungo termine e persino tornare ai combustibili fossili russi. Questo sarebbe un errore strategico”, ha detto von der Leyen. Ricominciare a comprare idrocarburi russi “ci renderebbe più dipendenti, più vulnerabili e più deboli”, ha spiegato la presidente della Commissione.
(Il Mattinale Europeo)