Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la Droga e le altre dipendenze, Alfredo Mantovano, è intervenuto questa mattina a Vienna alla sessione plenaria della 69esima Commission on Narcotic Drugs (Cnd) delle Nazioni Unite. Nel corso del suo intervento, il sottosegretario ha illustrato la posizione del Governo italiano sulle strategie internazionali di contrasto al narcotraffico e sull'importanza di un modello che metta al centro la prevenzione e il recupero sociale.
"L’Italia - ha spiegato Mantovano - resta fermamente contraria all’uso di sostanze stupefacenti per finalità non mediche e non scientifiche. Non riteniamo che alcun ordinamento giuridico debba riconoscere un diritto all’uso di droghe. Il nostro impegno è quello di intervenire prima che la diffusione di queste sostanze produca danni irreversibili. Il nostro obiettivo è ampliare sempre più gli spazi liberi dalla droga e dalle dipendenze, guidati dalla responsabilità verso le future generazioni".
"La lotta contro la droga - ha sottolineato ancora Mantovano - deve fondarsi sulla convinzione che non possiamo restare in silenzio di fronte al vuoto che spinge tanti giovani verso l’uso di sostanze, né di fronte al profondo bisogno umano di speranza e di significato".
Il sottosegretario ha puntato l'accento sugli "effetti devastanti del fentanyl e di altri oppioidi sintetici nei Paesi in cui queste sostanze hanno invaso il mercato", il che "ci ha spinto a rafforzare le nostre azioni di prevenzione attraverso una strategia anticipatoria, fondata su un monitoraggio costante e su meccanismi di allerta precoce". Mantovano ha ricordato che "due anni fa il Governo italiano ha lanciato il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio e la diversione del fentanyl e di altri oppioidi sintetici. Parallelamente, abbiamo rafforzato la cooperazione internazionale per contrastare la diffusione di queste sostanze".
(Radiocor)
----------------------
Qui il comunicato della presidenza del Consiglio dei ministri
Signor Presidente, Autorità e Delegati,
L’Italia si associa pienamente alla dichiarazione resa dall’Unione europea e desidera aggiungere alcune considerazioni a titolo nazionale.
Vorrei augurare alla neonominata Direttrice Esecutiva dell’UNODC, Monica Juma, ogni successo e assicurarle il nostro pieno sostegno.
Il mercato internazionale delle droghe sintetiche continua ad espandersi, con la comparsa di sostanze psicoattive sempre più pericolose per la salute pubblica. La loro produzione è semplice, la distribuzione è rapida e la commercializzazione avviene sempre più frequentemente attraverso il web.
Gli effetti devastanti del fentanyl e di altri oppioidi sintetici nei Paesi in cui queste sostanze hanno invaso il mercato ci hanno spinto a rafforzare le nostre azioni di prevenzione attraverso una strategia anticipatoria, fondata su un monitoraggio costante e su meccanismi di allerta precoce.
Due anni fa il Governo italiano ha lanciato il Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio e la diversione del fentanyl e di altri oppioidi sintetici. Parallelamente, abbiamo rafforzato la cooperazione internazionale per contrastare la diffusione di queste sostanze.
Tra il 2024 e il 2025 l’Italia ha organizzato attività di formazione specialistica a Trinidad e Tobago e in Argentina, rivolte alle forze di polizia dell’America centrale e meridionale, in cooperazione con l’Organizzazione Internazionale Italo?Latino Americana, con il programma COPOLAD e con INTERPOL.
Per l’Italia, il 2025 è stato anche un anno particolarmente significativo sul piano interno. Il 7 e l’8 novembre si è svolta a Roma la VII Conferenza Nazionale sulle Dipendenze, tappa importante nel rafforzamento delle politiche di prevenzione, cura e recupero avviate dall’attuale Governo.
(Agenparl)
------------------------------------
Qui la reaziione dell'associazione Luca Coscioni
Dalle parole del sottosegretario Mantovano "si potrebbe arguire che l'uso medico e scientifico delle sostanze psicoattive in Italia gode di buona salute. Non è così. Non solo è stata resa illegale l'Ayahuasca, si è addirittura ritenuto necessario trattare il principio attivo del cannabis Cbd come una sostanza pericolosa il cui uso orale deve essere per forza prescritto da un medico. Un danno tanto a chi la usa che a chi la produce".
Lo afferma, in una nota, Marco Perduca, coordinatore delle attività antiproibizioniste dell'Associazione Luca Coscioni replicando al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche contro la droga.
Secondo Perduca, "Mantovano dovrebbe sapere che non esiste paese al mondo, e l'Italia svetta per i suoi decennali risultati fallimentari nel campo, che sia riuscito a 'prevenire' l'uso delle sostanze proibite. In Italia l'uso non medico-scientifico interessa oltre il 10% della popolazione! Altrove si sono avviate politiche di riduzione del danno, che non credo siano ciò che Mantovano chiama 'recupero sociale'". "L'Italia continua a non pronunciare - aggiunge - neanche la formula della riduzione del danno ormai parte dei pilastri delle politiche pubbliche in materia di stupefacenti. Preoccupa invece questo costante, sono ormai oltre 20 anni che i governi di destra condannano l'internet spacciatore, riferimento al web, forse è in preparazione l'ennesimo decreto sicurezza cibernetico?".
A giudizio del rappresentante dell'associazione bisognebbe far "notare al Governo Meloni che, pur comprendendo la necessità di predisporre piani di allerta precoce, purché ben coordinati con tutte le istituzioni coinvolte, questi più che il nuovo grande satana fentanyl dovrebbero affrontare il modo con cui le forze dell'ordine si comportano nei luoghi di grande spaccio. Forse ascoltarne i suggerimenti potrebbe far rivedere indurimenti di pene che in questi anni hanno fatto quasi raddoppiare gli arresti di minorenni per piccolo spaccio minando la proporzionalità delle sanzioni sulla base delle condotte".
(ANSA)